Il sogno europeo del produttore di auto elettriche Nio sta andando in frantumi, dato che quest’anno ha immatricolato solo 45 veicoli in tutta Europa

L’azienda cinese produttrice di veicoli elettrici Nio ha compiuto un audace balzo nel mercato europeo dei veicoli elettrici all’inizio di questo decennio, ma purtroppo ha incontrato difficoltà, registrando cifre preoccupantemente basse in mercati chiave come la Germania. Entrata nella regione nell’ottobre 2022, Nio aveva immaginato un futuro incentrato su veicoli elettrici di fascia alta, abitazioni alimentate dalla propria tecnologia e un innovativo sistema di sostituzione delle batterie in tempo reale.
Tuttavia, tali piani non sono andati a buon fine come previsto, in gran parte a causa degli elevati costi di sostituzione delle batterie e delle infrastrutture, nonché del numero esiguo di vendite. Per contestualizzare, in Germania, che rappresenta il più grande mercato automobilistico europeo, secondo quanto riferito Nio avrebbe immatricolato solo tre (più precisamente 2,5) veicoli elettrici nel maggio 2026, con appena 15 veicoli immatricolati nella prima metà del 2026
Secondo Electric-Vehicles, la performance deludente è stata evidente sin dall’inizio dell’anno. A gennaio 2026, Nio ha immatricolato un solo veicolo in Germania, mentre a febbraio l’azienda ha consegnato appena 45 veicoli in otto dei dieci paesi europei.
Alla luce di questi dati di vendita così modesti, in particolare nell’UE, la leadership di Nio è stata in costante mutamento sin dall’ingresso dell’azienda nel mercato europeo. Un dirigente ha suggerito che i problemi siano più profondi delle semplici metriche di rendimento. I primi clienti hanno espresso frustrazione per il fatto che vengano offerti solo modelli obsoleti, con piani di sviluppo dei prodotti in stallo, un’espansione limitata delle stazioni di sostituzione delle batterie e notizie secondo cui nessun nuovo modello arriverà in Europa fino alla fine del 2027.
Al momento del lancio, Nio è entrata nel mercato europeo dei veicoli elettrici puntando al segmento premium con modelli come l’ET5 e l’EL6, con prezzi pensati per competere con berline premium compatte quali la BMW Serie 3, la BMW i5 Touring, la gamma e-tron di Audi e il SUV Mercedes-Benz EQE.
Un approccio «Battery-as-a-Service» imperfetto
Per distinguersi, Nio ha cercato di dominare il mercato con un modello di abbonamento «Battery-as-a-Service» (BaaS) che consentiva agli utenti di sostituire a caldo le batterie delle auto presso stazioni dedicate. Sebbene sulla carta ciò promettesse costi iniziali inferiori e maggiore praticità, nella pratica il modello BaaS ha fallito a causa di un’infrastruttura estremamente costosa, con ogni stazione che costava centinaia di migliaia di euro. A peggiorare le cose, Nio non è riuscita a espandere questa rete in tutta Europa.
Nel frattempo, entro il 2025–2026, la ricarica ultraveloce supportata da architetture a 800 V e da reti di ricarica in corrente continua ad alta potenza ha consentito a concorrenti quali la Xpeng G9, Porsche Taycan, Hyundai Ioniq 5, Kia EV6, Kia EV9 e MG IM5 a conquistare una solida posizione nel mercato europeo.
I marchi secondari come Firefly di Nio, tuttavia, offrono un barlume di speranza agli acquirenti, grazie agli ottimi punteggi di affidabilità riportati da concessionari e distributori. Tuttavia, il suo ingresso tardivo nel mercato dei veicoli elettrici, unito ai pesanti dazi all’importazione sui veicoli elettrici cinesi, colloca il prezzo di Firefly in Europa tra i 29.900 e i 32.500 euro. Ciò la rende meno attraente rispetto alla Tesla Model 3 o alla Volkswagen ID.3 standard, i cui prezzi tendono ad avvicinarsi alla soglia dei 40.000 euro.
Ciononostante, Nio rimane determinata a mantenere una presenza in Europa, sebbene con un’infrastruttura più ridotta e un’impronta minore. Le sue precedenti ambizioni di vendite di veicoli elettrici premium ad alto volume, di una fitta rete di stazioni di sostituzione delle batterie e di una rapida crescita sono di fatto giunte al termine nell’Unione Europea. Con solo poche immatricolazioni a due cifre in tutto il continente, l’espansione europea di Nio sembra ora trovarsi a un bivio.
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