Meta riconosce i danni causati agli adolescenti in un accordo transattivo da 18 miliardi di dollari: in arrivo importanti restrizioni d’uso su Facebook e Instagram

Meta ha accettato di raggiungere un accordo in una causa legale di ampia portata intentata da 48 procuratori generali statali e altri soggetti, secondo cui le app di social media dell’azienda, tra cui Facebook e Instagram, sarebbero state progettate per «attirare, coinvolgere e, in ultima analisi, intrappolare giovani e adolescenti», causando in ultima analisi numerosi casi segnalati di autolesionismo, problemi di salute mentale e violazioni della privacy. Nonostante i genitori abbiano chiesto un cambiamento e nonostante le testimonianze delle vittime coinvolte, l’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha da tempo spinto Meta a sfruttare il mercato, fidelizzando i giovani utenti affinché diventassero clienti per tutta la vita, espandendo al contempo la propria crescita orientata al profitto.
L’accordo di Meta
L’accordo prevede un pagamento da record di circa 18.000.000.000 di dollari per contribuire a finanziare iniziative di sicurezza, con modifiche significative agli account dei minori; tuttavia, Meta continua a negare qualsiasi illecito, cercando al contempo di spostare la questione su altri fornitori di social media, chiedendo loro di apportare modifiche simili.
Tra le principali modifiche imminenti agli account degli utenti minori di 18 anni figurano un limite automatico di due ore al giorno di utilizzo, con blocco dell’accesso tra mezzanotte e le 6 del mattino, la nasconditura dei «mi piace», il blocco dei filtri per il trucco estremo e la chirurgia estetica, nonché filtri per contenuti adeguati all’età. Tuttavia, sebbene gli account dei giovani vengano automaticamente impostati come privati, i giovani utenti possono comunque inviare messaggi diretti ai propri contatti durante l’orario scolastico e notturno, lasciando così aperta la porta al bullismo online.
La progettazione dei social media e i suoi effetti negativi
Meta ha programmato le proprie app in modo da renderle altamente coinvolgenti, fornendo al contempo a predatori e società di data mining l’accesso ai giovani utenti; l’UE ha citato in giudizio Meta proprio per il design coinvolgente di Facebook e Instagram all’inizio di quest’estate. Non è difficile sviluppare una dipendenza dal «doomscrolling», mentre immagini, messaggi e video non adatti all’età appaiono frequentemente.
Il design delle app dei social media che creano dipendenza ha inoltre facilitato il bullismo online, oltre a causare depressione, un’immagine negativa del proprio corpo, autolesionismo e persino la morte, con effetti negativi che persistono anche a distanza di un anno.
Cosa possono fare i genitori preoccupati
I genitori preoccupati che dubitano che Meta o altri fornitori di social media simili possano cambiare dovrebbero elaborare un piano familiare sull’uso dei media che includa discussioni costruttive sul loro utilizzo. O, meglio ancora, vietare semplicemente l’uso dei social media, sostituendoli con attività sportive salutari (come giocare con gli amici utilizzando questo pallone da calcio in vendita su Amazon), attività all’aria aperta, tra cui le escursioni, e club con incontri di persona, fino a quando i figli non saranno diventati adulti maturi.



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