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La Casa Bianca invita i fornitori di Apple - TSMC e Intel - a produrre sul suolo americano

Il Wall Street Journal ha riferito che l'amministrazione americana sarebbe in contatto con i maggiori produttori di chip, come TSMC (Taiwan Semiconductor) e Intel, circa la possibilità di costruire nuove linee di produzione direttamente sul suolo degli Stati Uniti. Si tratterebbe di un cambio di stretegia importante se consideriamo che molte fabbriche sono attualmente localizzate in territorio asiatico.
Luca Rocchi,

La nascita di nuove linee di produzione sul suolo americano - spiega il Wall Street Journal - consentirebbe un netto cambio di strategia per il settore e segnare, con buone probabilità, un'inversione a U dopo decenni di espansione sul solo territorio asiatico delle aziende americane. Stando a quanto riportato, i funzionari dell'ammistrazione sarebbero in trattativa con Intel e TSMC al fine di installare o ampliare le linee di produzione sul territorio americano.

Greg Slater, Vice Presidente di Intel, avrebbe riferito che la società sarebbe realmente interessata ad implementare una nuova linea di produzione dedicata a chip avanzati realizzati per uso governativo e altri clienti. TSMC, dal canto suo, non ha dichiarato una netta presa di posizione e ha comunicato di essere al lavoro per vagliare tutte le località idonee alla produzione, tra cui gli USA. L'obiettivo sarebbe il medesimo a quello già discusso con Intel, dove verrebbe suggerito di invogliare Apple a sfruttare chip di TSMC prodotti negli USA.

Non è la prima volta che si ipotizza la costruzione di fabbriche TSMC sul suolo americano, ma il trasferimento della produzione comporterebbe costi e sacrifici enormi, superabili solamente con una corposa iniezione di incentivi dall'amministrazione americana. Si stima che circa il 65% del fatturato TSMC sia da ordini provenienti dagli Stati Uniti, pertanto una produzione in loco sarebbe più che giustificabile anche se la produzione stessa rispecchierebbe solo una piccola parte della realizzazione del progetto finale. Attualmente la maggior dei componenti viene assemblata all'interno delle fabbriche di Pegatron e Foxconn (in Cina), dove lavorano migliaia di persone per una serie interminabile di ore e con retribuzioni relativamente basse; un problema secondo il CEO di Apple Tim Cook difficilmente superabile.

Secondo alcune fonti, l'ago della bilancia potrebbe essere proprio Apple dal momento che una forte presenza in USA con fabbriche TSMC consentirebbe di seguire meglio gli ordinativi Apple e offrire una vera produzione "Made in USA", lontana dal qualsiasi genere di preoccupazione legata allo spionaggio cinese. Le trattative sembrano ancora nelle loro fasi iniziali e considerato il piano di investimento necessario sentiremo parlare dell'argomento ancora per molto tempo.

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wsj 

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Luca Rocchi, 2020-05-11 (Update: 2020-05-11)
Luca Rocchi
Luca Rocchi - News Editor
Cresciuto a pane e tecnologia, si avvicina fin da piccolo al mondo dei computer con un Toshiba T-1000 trovato in casa: da quel momento è amore vero per tutto ciò che contiene un microprocessore. Al termine del percorso di studio inizia la carriera da redattore per un editoriale online svizzero scrivendo articoli e recensioni riguardanti il settore dell'informatica. Successivamente inizia a lavorare per Notebookcheck dedicandosi alla creazione di contenuti. Le sue aree di interesse includono i componenti informatici, i sistemi smart, i notebook e la fotografia. Quando non è al lavoro su Notebookcheck probabilmente puoi trovarlo su qualche sentiero in montagna o a fotografare supercar.