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Samsung Z Flip teardown, più facile da riparare rispetto al Razr

Pochi istanti prima della rimozione della cover
Pochi istanti prima della rimozione della cover
Al momento sul mercato sono presenti solo due smartphone a conchiglia: Samsung Galaxy Z Flip e Motorola Razr, largamente ispirato al modello del 2004 che fece innamorare tutti. Arrivati entrambi sul mercato da pochi giorni, i due dispositivi sono finiti sotto i ferri del noto canale Youtube PBKreviews.

Motorola Razr è stato testato qualche giorno fa e il risultato raggiunto è stato sconcertante: il dispositivo è stato definito come "impossibile da riparare" a causa dell'elevata complessità degli accoppiamenti e della tipologia dei materiali.

Come si sarà comportato il Galaxy Z Flip? Stessa storia? No, il foldable di Samsung, si è dimostrato uno smartphone più pratico da smontare, con un margine di riparabilità decisamente superiore rispetto alla proposta rivale. Sicuramente l'esperienza maturata con Galaxy Fold ha consentito al colosso sudcoreano di offrire un prodotto più semplice.

Sebbene Samsung abbia adottato una complessa costruzione interna caratterizzata da numerosi componenti incollati, la maggior parte delle zone sensibili sono accessibili semplicemente rimuovendo le cover posteriori, il che contribuisce ad aumentare la riparabilità del device. Il teardown ci mostra anche la cerniera adottata da Samsung e tutte quelle esigenze strutturali che hanno dovuto limitare il design del foldable.

Nelle scorse ore è stato anche pubblicato un video drop test dai nostri colleghi di CNET: l'esito non è dei migliori ma comunque più che sorprendente per entrambe le soluzioni. Di seguito trovate il video di PBK Reviews e il loro verdetto a riguardo:

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Luca Rocchi, 2020-02-16 (Update: 2020-02-16)
Luca Rocchi
Luca Rocchi - News Editor
Cresciuto a pane e tecnologia, si avvicina fin da piccolo al mondo dei computer con un Toshiba T-1000 trovato in casa: da quel momento è amore vero per tutto ciò che contiene un microprocessore. Al termine del percorso di studio inizia la carriera da redattore per un editoriale online svizzero scrivendo articoli e recensioni riguardanti il settore dell'informatica. Successivamente inizia a lavorare per Notebookcheck dedicandosi alla creazione di contenuti. Le sue aree di interesse includono i componenti informatici, i sistemi smart, i notebook e la fotografia. Quando non è al lavoro su Notebookcheck probabilmente puoi trovarlo su qualche sentiero in montagna o a fotografare supercar.