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Un giro per Dresda: alla prova le biciclette da pendolari premium di Pelago

Prova su strada con due e-bike Pelago
Prova su strada con due e-bike Pelago
Abbiamo avuto l’opportunità di provare le ultime e-bike di Pelago. È apparso subito chiaro che si tratta di biciclette sobrie e di alta qualità. Tuttavia, la loro natura di prodotto di fascia alta fa sì che non siano certamente adatte a tutti.

Pelago dovrebbe già essere un nome familiare ai nostri lettori, poiché in precedenza abbiamo già trattato le e-bike di questo produttore. Abbiamo avuto l’opportunità di provare due dei suoi modelli con un breve giro. Non si è trattato di un test esaustivo che coprisse ogni aspetto di ciò che definisce un’ottima e-bike, bensì di una prima impressione pratica. Detto questo, la valutazione di una bicicletta è sempre in qualche modo soggettiva e guidata dall’emozione: spesso bastano i primi chilometri per farsi un’idea chiara delle prestazioni di una bicicletta.

Abbiamo testato la Pelago Olari e la Pelago Wellamo. Da un punto di vista tecnico, i due modelli sono molto simili: entrambi sono dotati di un motore nel mozzo Mahle X30 abbinato a una batteria da 250 Wh integrata nel telaio, che può essere rimossa per la manutenzione. Al posto di un display tradizionale, Pelago utilizza un’unità di controllo minimalista con un unico pulsante e un indicatore a LED. Sebbene sia disponibile un’app dedicata, essa non è necessaria per il funzionamento. Nel complesso, entrambe le biciclette integrano il sistema di trazione elettrica in modo molto discreto, anche se il mozzo posteriore leggermente più grande rivela sottilmente la loro natura di biciclette a pedalata assistita.

In ogni caso è prevista l’illuminazione
In ogni caso è prevista l’illuminazione
Un cestino anteriore è sicuramente utile nella vita di tutti i giorni
Un cestino anteriore è sicuramente utile nella vita di tutti i giorni

La Wellamo presenta un telaio a scavalco basso ed è dotata di un cestino anteriore, il che garantisce una posizione di guida notevolmente eretta e confortevole. Rispetto alla Olari, con il suo classico telaio a diamante, questa differenza diventa più evidente alle velocità più elevate, dove si avverte una maggiore resistenza aerodinamica. Detto questo, entrambe le e-bike gestiscono con facilità la guida a velocità più elevate. Come è tipico dei sistemi Mahle, non vi è praticamente alcuna resistenza aggiuntiva alla pedalata, né con il motore spento né oltre il limite di assistenza di 25 km/h. Entrambi i modelli rimangono chiaramente biciclette con supporto elettrico piuttosto che motociclette elettriche dotate di pedali simbolici che si qualificano semplicemente come e-bike esenti da immatricolazione. L’assistenza del motore è ben calibrata e l’accelerazione è più che sufficiente per la guida quotidiana.

Con questi modelli – e con la sua gamma più ampia – Pelago non punta al mercato di massa. Con un prezzo di listino di 3.799 €, le biciclette si collocano saldamente nel segmento premium, a meno che il loro design classico non venga considerato parte integrante della proposta di valore. Ciononostante, il giro di prova è stato davvero piacevole e, sebbene l’estetica sia soggettiva, entrambi i modelli presentano un aspetto decisamente elegante. La Wellamo, in particolare, si distingue nell’uso quotidiano grazie al suo pratico cestino anteriore. Un altro punto di forza è il peso relativamente contenuto, pari a circa 19 chilogrammi, soprattutto se si considerano il telaio in acciaio e la dotazione completa per gli spostamenti quotidiani, che comprende luci, parafanghi, cavalletto e cestino anteriore. Secondo il produttore, la Olari risulta addirittura più leggera di circa 500 grammi quando è equipaggiata con un portapacchi anteriore.

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Silvio Werner, 2026-07-18 (Update: 2026-07-18)