L’esilio di Huawei nel campo della connettività dei chip 5G sta per terminare con i nuovi telefoni Mate 90

Due nuovi telefoni Huawei con i numeri di modello CMM-AL10 e CMM-AL00 sono comparsi nel database normativo cinese e, per la prima volta dopo molto tempo, sono stati ufficialmente classificati come «telefoni cellulari digitali 5G». Si ritiene che si tratti dei modelli di punta della serie Mate del 2026, che probabilmente saranno lanciati come Mate 90 Pro, date le sei fotocamere posteriori e la potente batteria da 6.615 mAh riportate nella scheda tecnica.
Poiché le sanzioni statunitensi del 2019 hanno precluso a Huawei la produzione di chip 5G per anni, il Mate 40 è stato l’ultimo modello di punta Huawei con supporto 5G completo. Tutti i modelli successivi, compresi il Mate 50 e il P60, sono stati commercializzati senza tale supporto. Nel 2023, Huawei ha cercato di aggirare il divieto sui chip 5G lanciando la serie Mate 60 con chip Kirin di propria produzione che, a detta di alcuni, era compatibile con il 5G a tutti gli effetti tranne che nel nome. Un aggiornamento di HarmonyOS all’inizio dell’anno ha confermato questo sospetto, introducendo la connettività «5A». Si tratta del marchio proprio di Huawei per indicare ciò che viene descritto come un accesso più veloce, una maggiore velocità di trasmissione, una minore latenza e connessioni più stabili.
Tuttavia, quest’anno Huawei ha già commercializzato telefoni 5G al di fuori della Cina, come il Pura 90s Pro a luglio e la serie Nova 16s, appena lanciata con connettività 5G dichiarata. Già a maggio, He Tingbo, responsabile della divisione semiconduttori di Huawei, è tornato alla ribalta dopo essere stato pubblicamente assente dall’entrata in vigore del divieto sui chip e sul software di Huawei, annunciando una teoria denominata «Legge di Tao», ispirata alla Legge di Moore sullo sviluppo dei semiconduttori. Si è trattato della prima volta in cui un’azienda cinese ha proposto un proprio principio di scalabilità per l’industria globale dei chip, e si prevede che il nuovo chip Kirin del Mate 90 sarà il primo SoC realizzato sulla base di tale principio.
I dati riportati nella roadmap allegata all’annuncio della Legge di Tao sono sufficientemente specifici e indicano che il chipset Kirin del 2026 punta a una frequenza di clock massima dei P-core pari a 3,1 GHz, il che rappresenta un netto balzo in avanti rispetto ai 2,75 GHz del Kirin 9030 Pro. Se le proiezioni di Huawei si riveleranno corrette, entro il 2031 la roadmap prevede una densità di transistor superiore a 400 milioni per millimetro quadrato e frequenze di clock che raggiungeranno i 5,0 GHz.
Insieme al grande ritorno della connettività 5G ufficiale nel Mate 90, il nuovo chipset Kirin potrebbe completare la rimonta di Huawei come leader nel settore dei chipset mobili, con un proprio sistema operativo mobile su tutti i mercati. A ciò si aggiungono le specifiche già avanzate relative a fotocamera, batteria e smartphone pieghevoli.
Fonte/i
DCS (Weibo)
I nostri Top 10
» Top 10 Portatili Multimedia
» Top 10 Portatili Gaming
» Top 10 Portatili Gaming Leggeri
» Top 10 Portatili da Ufficio e Business economici
» Top 10 Portatili Premium da Ufficio/Business
» Top 10 Portatili sotto i 300 Euro
» Top 10 Portatili sotto i 500 Euro
» Top 10 dei Portatili Workstation
» Top 10 Subnotebooks
» Top 10 Ultrabooks
» Top 10 Convertibili
» Top 10 Tablets
» Top 10 Tablets Windows
» Top 10 Smartphones











