Ultrahuman Ring Pro: i primi risultati dei test rivelano i principali punti di forza e di debolezza

Al prezzo di 479 dollari, l’Ultrahuman Ring Pro offre un corpo in titanio, il monitoraggio del sonno e del recupero, nonché una gamma insolitamente ampia di parametri sanitari: oltre ai dati standard quali la frequenza cardiaca a riposo, la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), la temperatura cutanea e le fasi del sonno, sono presenti anche funzioni specializzate come «Ultra Age» per il calcolo dell’età biologica, Pulse Age per la valutazione del flusso sanguigno e Brain Waste Clearance per la valutazione del recupero cognitivo durante il sonno. T3 ha ora recensito l’anello intelligente e ne elogia la ricchezza di dati, ma critica alcune metriche per la loro difficoltà di comprensione e per lo scarso valore pratico che offrono.
La durata della batteria sembra essere il principale punto di forza dell’Anello Pro. Secondo T3, dopo quasi nove giorni in modalità Chill, che consente di risparmiare energia, la batteria era ancora carica al 53%. Anche dopo il passaggio alla modalità Turbo, che consuma più energia, la durata prevista della batteria era ancora superiore a dodici giorni. Ciò suggerisce che i 15 giorni pubblicizzati potrebbero effettivamente essere realistici, almeno in condizioni favorevoli. A titolo di confronto, l’Oura Ring 5 ha avuto un’autonomia di circa sei giorni con il monitoraggio della SpO₂ attivato, in un test della durata di due mesi condotto da Wareable. Il Ring Pro ha quindi dimostrato un’autonomia significativamente maggiore nei test di T3.
Un altro vantaggio è l’assenza di un abbonamento obbligatorio. Le funzionalità di base, quali il monitoraggio del sonno, l’analisi del recupero e la valutazione dei dati sanitari chiave, non comportano costi mensili. Tuttavia, l’offerta software non è del tutto gratuita: Jade Pro, la versione a pagamento dell’assistente sanitario basato sull’intelligenza artificiale, e alcuni PowerPlug – moduli aggiuntivi di analisi e salute – comportano costi aggiuntivi. Secondo T3, gli utenti che sottoscrivono diversi componenti aggiuntivi potrebbero alla fine ritrovarsi a pagare più di quanto pagherebbero per un abbonamento a Oura.
Problemi con il monitoraggio dell’attività fisica, design ingombrante
Il monitoraggio dell’attività fisica dell’Ultrahuman Ring Pro non sembra ancora funzionare in modo del tutto ottimale. Secondo i risultati dei test di T3, diverse passeggiate non sono state rilevate affatto oppure sono state monitorate in modo inaffidabile. In alcuni casi, le attività sembravano inoltre essere arrotondate a blocchi di cinque minuti. T3 ritiene che l’Oura Ring 5 sia l’opzione migliore, in particolare per quanto riguarda il rilevamento automatico delle attività.
La recensione di T3 affronta anche il tema del design del nuovo anello smart di Ultrahuman. Con uno spessore di 2,65 mm e un peso compreso tra 3,3 e 4,8 grammi, il Ring Pro è più pesante e ingombrante del Ring Air e, secondo la recensione, appare anche relativamente massiccio se confrontato con l’Oura Ring 5. La qualità costruttiva del corpo in titanio, d’altra parte, riceve elogi. Nel complesso, T3 considera l’Ultrahuman Ring Pro principalmente un valido dispositivo per il monitoraggio del sonno e del recupero, dotato di un’eccellente autonomia della batteria. Tuttavia, secondo la valutazione di T3, il prodotto nel suo complesso non è ancora del tutto all’altezza dell’Oura Ring 5.
Fonte/i
Fonte dell’immagine: Ultrahuman
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