La FCC alleggerisce le norme sull’importazione dei droni, ma i modelli DJI non rientrano nella categoria dei “droni giocattolo”

A seguito del divieto di importazione dei droni DJI e, più in generale, dei droni, la Commissione Federale delle Comunicazioni ha concesso alcune eccezioni per consentire a piccoli droni “giocattolo” di fabbricazione cinese di rientrare nel mercato statunitense. Sebbene sembri un passo nella giusta direzione per i droni destinati al mercato consumer, ciò avrebbe dovuto consentire ai droni DJI di tornare sul mercato e allentare le rigide norme di importazione che, da dicembre, impediscono l’ingresso dei droni negli Stati Uniti. Tuttavia, la realtà è ben diversa, poiché le norme di importazione rimangono sufficientemente restrittive da applicarsi a qualsiasi modello che un utente medio di droni vorrebbe far volare.
Secondo la FCC, l’agenzia ha agito sulla base di una valutazione del Pentagono secondo cui i “giocattoli semplici e a basso rischio”, privi delle “capacità e caratteristiche intrinseche in termini di portata, autonomia, carico utile di rilevamento, connettività, raccolta e archiviazione dei dati” presenti nei normali droni di consumo, non rappresentano un rischio per la sicurezza nazionale.
La FCC ha attuato tale ordine il 15 giugno mediante l’avviso pubblico dell e DA-26-588, rimuovendo dalla «Covered List» della FCC tutti i droni giocattolo che soddisfano i requisiti e qualsiasi componente di fabbricazione estera in essi contenuto.
In base ai criteri della FCC, i droni giocattolo che soddisfano i requisiti devono pesare non più di 150 grammi, operare entro un raggio di 100 metri e in linea di vista diretta, e non essere dotati di telecamere o sensori in grado di raccogliere dati o informazioni. Inoltre, questi droni giocattolo non devono disporre di funzionalità di rete o di connettività e devono volare per un massimo di 10 minuti con una singola ricarica.
Oltre alle restrizioni sui «droni giocattolo», la FCC impone anche l’assenza di qualsiasi tipo di navigazione satellitare o GPS, l’assenza di motori brushless, un’altitudine massima di 300 piedi e una velocità massima di 22 miglia all’ora. Inoltre, questi mini-droni devono essere commercializzati e venduti esplicitamente come giocattoli.
Inoltre, questi droni giocattolo non possono essere prodotti o importati da alcuna società indicata nella Sezione 1709 del Defense Authorization Act del 2025.
Nessuna tregua per DJI, per ora
Cosa significa tutto ciò per DJI? Attualmente, queste rigide restrizioni descrivono una categoria in cui difficilmente rientrano i droni DJI. Il drone più leggero attualmente commercializzato da DJI è l’ DJI Neo, che pesa 135 grammi; considerando che è dotato di una fotocamera da 12 MP, registra video in 4K, dispone di un collegamento wireless con portata di diversi chilometri, navigazione GPS, motori brushless e 18 minuti di autonomia di volo, non rientra nella categoria dei “droni giocattolo”.
Inoltre, anche se DJI realizzasse un drone conforme ai requisiti della FCC per i droni giocattolo, l’azienda e i suoi prodotti continuerebbero comunque a figurare nell’elenco dei prodotti soggetti a regolamentazione (Covered List).
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