Tim Sweeney, CEO di Epic Games, è intervenuto nuovamente nel dibattito sull'AI generativa nello sviluppo dei giochi, sostenendo che le etichette "Made with AI" non hanno più senso per i negozi di giochi digitali. I suoi commenti, pubblicati su X il 26 novembre, sono stati ampiamente interpretati come una critica ai requisiti di divulgazione di Valve su Steam e hanno rapidamente scatenato forti reazioni da parte di sviluppatori e artisti.
Sweeney stava rispondendo a una discussione sull'eliminazione dell'etichetta "Made with AI". Ha scritto che tali etichette "non hanno senso per i negozi di giochi, dove l'IA sarà coinvolta in quasi tutta la produzione futura" A suo avviso, le informazioni sull'AI appartengono a contesti in cui la paternità e la licenza sono centrali - mostre d'arte o mercati di beni - piuttosto che alle pagine dei negozi rivolte ai consumatori.
Valve adotta un approccio molto più esplicito. Dal gennaio 2024, Steam richiede agli editori di dichiarare se i loro giochi utilizzano l'IA e di specificare se il contenuto dell'IA è pre-generato (creato durante lo sviluppo) o generato dal vivo durante il gioco. Gli sviluppatori devono anche fornire una breve descrizione sulla pagina del negozio che spieghi come è stata utilizzata l'IA. Secondo un sondaggio del luglio 2025, circa il 7% dei giochi su Steam ha rivelato l'uso dell'IA generativa in qualche forma. A differenza di alcune piattaforme, l'Epic Games Store attualmente non offre tag o avvisi per indicare se l'IA è stata coinvolta nella creazione di un gioco.
Le recenti controversie dimostrano quanto possa essere sfocata questa etichetta. Arc Raiders e The Finals sono stati criticati per essersi affidati a voci fuori campo generate dall'AI, con molte battute prodotte utilizzando modelli text-to-speech addestrati sulle voci degli attori. Questo è un chiaro esempio di AI generativa che sostituisce un lavoro creativo riconoscibile. Ma altri usi sono meno ovvi. Il team di animazione di Arc Raiders, ad esempio, si è affidato a strumenti di IA per smussare le transizioni e ripulire il movimento - compiti più vicini all'assistenza tecnica che alla creazione di contenuti. Secondo le regole di Steam, tuttavia, entrambi i tipi rientrano nello stesso ombrello "generato dall'AI".
I critici di Sweeney sostengono che i giocatori meritano più informazioni, non meno. L'ex artista di Counter-Strike, Ayi Sánchez, ha paragonato la rimozione delle informazioni sull'IA alla vendita di cibo senza l'elenco degli ingredienti. Il compositore Joris de Man ha fatto notare che gli avvisi "non è un vero gameplay" sui trailer sono diventati standard proprio per evitare di ingannare i giocatori. Lo sviluppatore indie Mike Bithell ha aggiunto che se Sweeney crede che l'IA sia il futuro, Epic dovrebbe indossare con orgoglio l'etichetta e "guardare come le vendite crollano"
Altri sostengono che la definizione di Steam è troppo ampia per essere utile. Matt Workman - il postatore originale del thread a cui Sweeney ha risposto - ha fatto notare che in base alla definizione attuale di Steam, quasi tutti gli sviluppatori che usano Unreal Enginegoogle Workspace, le automazioni di Slack, gli strumenti di Adobe o i moderni software per ufficio sarebbero tecnicamente tenuti a rivelare l'uso dell'IA, anche se i sistemi generativi non hanno mai dato forma al gioco stesso.
Lo scontro evidenzia una questione più profonda: che cosa significa effettivamente "utilizzare l'AI" nel 2025? Per molti giocatori, la linea rossa è rappresentata dalle opere d'arte generative o dalle performance vocali sintetiche che sostituiscono gli esseri umani. Ma gli studios si affidano sempre di più alla codifica assistita dall'AI, agli strumenti di animazione e ai sistemi di ricerca dietro le quinte - flussi di lavoro che i giocatori non vedono mai.
Tracciare una linea netta tra "assistenza AI" e "contenuti generati dall'AI" si sta rivelando difficile, e qualsiasi politica di etichettatura rischia di sovraccaricare i giocatori con avvertimenti generalizzati o di nascondere pratiche che secondo molti meritano un controllo.
Se la posizione di Sweeney rifletta una visione pragmatica della direzione dello sviluppo o una spinta auto-interessata a normalizzare l'AI senza controlli, è una questione molto discutibile. Ciò che sembra certo è che il settore è ancora lontano dall'accordarsi su dove debba finire la trasparenza e dove debba iniziare il marketing - ed è improbabile che la battaglia sul "Made with AI" sia l'ultimo tema caldo.
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