L'Amazfit Cheetah 2 Pro si è dimostrato all’altezza nei test come smartwatch ricco di funzionalità dal design sobrio, sebbene non perfetto in ogni dettaglio pratico. In vendita su Amazon al prezzo di 450 dollari, offre tre caratteristiche di cui non vorrei fare a meno in uno smartwatch — e non solo quando mi trovo all’aperto.
Navigazione autonoma e mappe offline
In qualità di utente Garmin di lunga data, non si tratta di una novità assoluta, ma le mappe offline e la navigazione integrata nel dispositivo sono sempre più disponibili anche negli economici (Amazfit Active 2 su Amazon). Molti modelli Amazfit offrono inoltre funzioni di navigazione locale, mentre Garmin continua a riservare l’esperienza completa in modo molto più rigoroso ai modelli di fascia alta. Le mappe accessibili dal polso sono chiaramente rivolte agli atleti più ambiziosi, ma risultano davvero utili anche per gli utenti comuni: grazie ai punti di interesse (POI) e alla navigazione turn-by-turn, come offerta dall’Amazfit Cheetah 2 Pro, aggiungono un valore concreto durante un viaggio in città. Lo smartphone può rimanere in tasca, il che consente di risparmiare batteria e di avere le mani libere. Una funzionalità specifica offerta, tra l’altro, dal Cheetah 2 Pro, che inizialmente avevo sottovalutato, è la funzione di calcolo del percorso di andata e ritorno. Partendo dalla posizione attuale, l’orologio è in grado di generare un percorso ad anello con una distanza definita, un tipo di attività scelto e una direzione di marcia preferita. Ciò risulta particolarmente utile in vacanza, poiché partire senza un piano spesso comporta tornare sui propri passi o non raggiungere la distanza prefissata.
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Display sempre attivo e lunga durata della batteria
Uno dei principali vantaggi che Garmin ha sottolineato da anni per i propri display MiP è il basso consumo energetico e l’eccellente leggibilità senza retroilluminazione. L’Amazfit Cheetah 2 Pro adotta un approccio diverso con il suo display AMOLED, ma offre comunque una modalità «always-on» insieme a quadranti progettati per garantire un’ottima leggibilità alla luce del sole. Sebbene l’attivazione automatica del display abbia funzionato in modo affidabile sull’unità in prova, non vorrei rinunciare alla funzionalità «always-on». Si tratta in parte di una questione di gusti, ma è anche semplicemente una scelta pratica. Allo stesso tempo, non desidero ricaricare costantemente il mio smartwatch. In condizioni di utilizzo intensivo, l’Amazfit Cheetah 2 Pro ha raggiunto un’autonomia realistica di poco inferiore a una settimana. Sulla carta non è un risultato eccezionale, ma nell’uso quotidiano risulta perfettamente adeguato.
Torcia integrata
Spesso ci si rende conto di quanto certe cose ci siano mancate solo quando, all’improvviso, diventano disponibili. È stato così anche per me con la torcia integrata nell’Amazfit Cheetah 2 Pro. Essa utilizza due LED bianchi e un LED rosso aggiuntivo. Come prevedibile, la sua luminosità massima è limitata rispetto a quella di una torcia dedicata. Soggettivamente, risulta leggermente più luminosa di una Honor 400 alla massima intensità, ma illumina un’area molto più ridotta. Ciononostante, la potenza luminosa è più che sufficiente per evitare di inciampare al buio. Sul Cheetah 2 Pro, la torcia si attiva comodamente premendo a lungo un pulsante funzione.










