Prime impressioni su Ploopy Bean: il re dei trackpoint

Per la maggior parte delle persone, il TrackPoint è una caratteristica che divide l’opinione pubblica riguardo al Lenovo ThinkPad. Mentre alcuni lo considerano intuitivo e preciso, altri potrebbero trovarlo noioso e poco pratico. Tuttavia, poiché il TrackPoint è una funzionalità così poco conosciuta, è probabile che un numero ancora maggiore di persone non abbia un’opinione definita al riguardo. Pertanto, il fatto che Ploopy abbia lanciato un TrackPoint che rivisita questo design e propone una periferica che ottimizza al massimo le sue funzionalità volte a migliorare la qualità della vita, la compatibilità con i dispositivi e ne renda il codice open source, potrebbe benissimo segnare l’inizio di una rinascita del TrackPoint.
Per cominciare, la caratteristica principale di Ploopy Bean, ovvero il TrackPoint stesso, offre una sensazione completamente diversa rispetto alla versione a stato solido presente nei ThinkPad. Il Bean presenta qualcosa di più simile a un joystick flottante che esercita una tensione elastica uniforme su tutti i lati. Il risultato è un cursore che richiede uno sforzo molto minore per essere spostato e non provoca la stessa affaticamento delle dita che spesso accompagna le sessioni prolungate con il TrackPoint. Tuttavia, il fatto che l’intero guscio sia stampato in 3D solleva interrogativi sulla longevità di questo meccanismo; ciononostante, al momento offre un’ottima sensazione al tatto.

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Altrettanto eccellenti sono i quattro pulsanti presenti sul dispositivo. A prima vista, la loro disposizione sembra insolita, con quella che potrebbe essere interpretata come una palese mancanza di attenzione agli aspetti economici. Fortunatamente, nella pratica, la disposizione si è rivelata intuitiva: i due pulsanti inferiori fungono da clic sinistro e destro del mouse, mentre i due superiori servono per attivare e mantenere lo scorrimento. Tuttavia, sebbene i pulsanti offrano una sensazione di clic solida, un clic silenzioso sarebbe stata un’opzione gradita. Ad ogni modo, trattandosi di un prodotto open source, è probabile che la maggior parte di queste impostazioni possa comunque essere modificata!
Nel complesso, è piacevole vedere l’uscita di un dispositivo hardware che pone la personalizzazione e l’apertura al centro delle proprie funzionalità, senza per questo apparire come un prodotto di bassa qualità. Per ulteriori informazioni su Ploopy Bean e sulle sue caratteristiche, vi invitiamo a consultare le risorse riportate di seguito.






