La fine dei giochi su supporto fisico: un ex autore di Valve punta il dito contro i giocatori

Sony ha annunciato l’intenzione di abbandonare completamente i giochi su supporto fisico con la sua prossima generazione di console. Per molti giocatori, questo non rappresenta solo un cambiamento epocale, ma anche un precedente che potrebbe avere conseguenze di vasta portata per l’intero settore dei videogiochi. Mentre molti appassionati attribuiscono la responsabilità di questa mossa a Sony, Chet Faliszek individua la causa principale altrove. In un recente video, l’ex sceneggiatore di Valve – che ha lavorato a titoli quali Half-Life e Left 4 Dead – sostiene che le aziende, in ultima analisi, rispondono alla domanda dei consumatori. Il suo messaggio centrale è semplice: i giocatori hanno già espresso la loro scelta con il portafoglio, e hanno optato per i giochi digitali.
Faliszek sottolinea il cambiamento in atto da tempo verso gli acquisti digitali – una tendenza che molti giocatori riconosceranno probabilmente dalle proprie abitudini. Servizi come Steam e Xbox Game Pass hanno reso l’acquisto dei giochi molto più pratico. Anziché recarsi in un negozio ogni volta che viene lanciata una nuova uscita, i giocatori possono semplicemente scaricare i giochi e gestirli in una libreria digitale. Le regolari offerte rendono inoltre i giochi digitali notevolmente più economici rispetto alle loro controparti in negozio. Secondo Faliszek, questi vantaggi sono il motivo per cui la maggior parte dei giocatori sceglie volontariamente le versioni digitali. Aziende come Sony si limitano a rispondere a tale domanda, piuttosto che a crearla. Allo stesso tempo, egli sottolinea ripetutamente di non voler incolpare i giocatori. Dopotutto, anche lui acquista la maggior parte dei propri giochi in formato digitale e, come ammette apertamente, è «parte del problema».
Nei commenti al video vi è ampio consenso su un punto: gli acquisti digitali dominano ormai il mercato e tale tendenza difficilmente subirà un’inversione di rotta. Molti utenti, tuttavia, respingono l’idea che i giocatori siano gli unici responsabili di tale cambiamento. A loro avviso, le aziende hanno trascorso anni a rendere gli acquisti digitali sempre più allettanti, riducendo al contempo gradualmente la disponibilità di alternative fisiche. Tra gli esempi citati più frequentemente figurano le uscite esclusivamente in formato digitale, la disponibilità sempre più limitata delle versioni su disco presso i rivenditori e la maggiore praticità del download dei giochi.
In sostanza, tuttavia, il dibattito non verte realmente sui supporti fisici in sé. Molti utenti affermano esplicitamente di non avere alcun problema con i giochi digitali. Ritengono invece che il vero problema risieda nel DRM, nelle licenze revocabili e nella mancanza di qualsiasi garanzia che i giochi acquistati rimangano accessibili a tempo indeterminato. Di conseguenza, molti sostengono che la discussione dovrebbe andare oltre i dischi e i supporti fisici in generale e concentrarsi invece sulla proprietà digitale e sui diritti dei consumatori.
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Fonte/i
Chet Faliszek su YouTube
Immagine: Denise Jans / Unsplash




















