Notebookcheck Logo

L'impianto cerebrale Neuralink restituisce la voce a un paziente affetto da SLA grazie a un'interfaccia cervello-computer (BCI) che converte il pensiero in parola

Studio clinico Neuralink VOICE sulla BCI
ⓘ Neuralink/YT
Studio clinico Neuralink VOICE sulla BCI
Poiché i pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica (SLA), una malattia neurologica, perdono il controllo dei muscoli, perdono anche il controllo delle corde vocali. L’impianto cerebrale Neuralink è riuscito a restituire la voce a uno di questi pazienti.

La startup specializzata in impianti cerebrali Neuralink è riuscita a tradurre i pensieri presenti nella mente di un paziente affetto da una malattia neurodegenerativa in parole, consentendogli di comunicare con la famiglia, gli amici e i clienti. Gli elettrodi di Neuralink sono stati impiantati nella regione del cervello responsabile del linguaggio; successivamente, le onde generate dai suoi pensieri sono state convertite in parole dall’interfaccia cervello-computer (BCI).

La sperimentazione VOICE di Neuralink ha offerto all’uomo paralizzato la possibilità di dire «Ti amo» con la propria voce, ricostruita interamente a partire dalle onde cerebrali. Nessun movimento delle labbra, nessun suono dalla gola, solo segnali neurali trasformati in parole grazie a un modello di intelligenza artificiale addestrato sulle registrazioni del paziente risalenti a prima della malattia. Il video di Neuralink, intitolato «Una bellissima sorpresa», ha avuto ampia diffusione; l’impianto N1 che lo ha reso possibile legge il discorso inteso direttamente dal cervello prima di ricostruirlo sotto forma di parole udibili con la voce originale del partecipante.

Lo studio VOICE è registrato su ClinicalTrials.gov e sta reclutando pazienti affetti da SLA, sclerosi laterale primaria, ictus e lesioni del midollo spinale, con numerose persone in lista d’attesa. Ha ricevuto la designazione di “dispositivo innovativo” (Breakthrough Device) da parte della FDA, che accelera l’iter di revisione ma non equivale ancora a un’approvazione; pertanto, Neuralink continua ad allegare una dichiarazione di avvertenza relativa alla fase sperimentale a ogni video dei partecipanti. L’azienda ha effettuato impianti su oltre 20 pazienti in tutto il mondo, due dei quali specificatamente nell’ambito dello studio VOICE. Uno di questi, Kenneth Shock, un ex professionista del settore medico affetto da SLA, ha affermato senza mezzi termini durante la propria dimostrazione di essere finalmente in grado di mandare al diavolo la malattia.

Ciò che rende questo sistema diverso dai precedenti strumenti di comunicazione BCI è l’obiettivo. I sistemi precedenti, compreso lo studio PRIME della stessa Neuralink, decodificano i movimenti intenzionali delle mani o delle dita per guidare un cursore o utilizzare una tastiera su schermo. VOICE, invece, attinge direttamente alla corteccia motoria del linguaggio, aggirando completamente la fase della tastiera, e il meccanismo è spiegato in libri di facile comprensione come «Brain-Computer Interfaces in Plain English: How Electrodes, Software, and Neurons Are Learning to Talk to Each Other», disponibile su Amazon.

Neuralink non è l’unica azienda in questo campo, poiché Synchron adotta un approccio opposto, facendo passare il proprio Stentrode attraverso i vasi sanguigni anziché aprire il cranio; si tratta di un metodo meno invasivo, ma che limita il sistema principalmente a semplici clic piuttosto che alla decodifica completa del parlato. Precision Neuroscience utilizza una sottile pellicola di elettrodi applicata sulla superficie della corteccia. Anche i gruppi di ricerca accademici vantano risultati propri nel campo della conversione dei pensieri in parlato: un sistema dell’UCSF guidato da Edward Chang ha raggiunto infatti fino a 18 parole al minuto con un’accuratezza pari al 93 per cento. L’obiettivo di Neuralink per VOICE è invece molto più ambizioso: 140 parole al minuto, una velocità più vicina a quella di una conversazione naturale.

Per i pazienti che hanno perso la voce a causa della SLA o di un ictus, la differenza pratica tra questi approcci (wireless contro cablato, invasivo contro vascolare, mediato da tastiera contro parlato diretto) conta meno del risultato finale: riottenere una versione della propria voce. Sebbene si tratti ancora di un risultato di ricerca e non di un prodotto commerciale, è quel raro tipo di dimostrazione tecnologica che migliora esponenzialmente la qualità della vita e potrebbe diventare uno strumento indispensabile per i milioni di persone affette da malattie che le privano delle capacità motorie e dell’interazione umana.

Fonte/i

Google LogoAdd as a preferred source on Google
Mail Logo
> Recensioni e prove di notebook, tablets e smartphones > News > Newsarchive 2026 09 > L'impianto cerebrale Neuralink restituisce la voce a un paziente affetto da SLA grazie a un'interfaccia cervello-computer (BCI) che converte il pensiero in parola
Daniel Zlatev, 2026-09-23 (Update: 2026-09-23)