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“Minaccia più grande finora”: le nuove norme dell’UE potrebbero limitare drasticamente il gaming online

Stop Killing Games mette in guardia dalle conseguenze di vasta portata dell'EU KIDS Act per i giochi online, i server privati e gli sviluppatori più piccoli.
ⓘ samsungmemory / Unsplash
Stop Killing Games mette in guardia dalle conseguenze di vasta portata dell'EU KIDS Act per i giochi online, i server privati e gli sviluppatori più piccoli.
L'EU KIDS Act è pensato per proteggere meglio i minori online, ma secondo Stop Killing Games potrebbe avere conseguenze importanti per i giochi online. L'iniziativa mette in guardia da rigorosi controlli dell'età, problemi per i server privati e significativi ostacoli finanziari per gli sviluppatori più piccoli.

Stop Killing Games è un'iniziativa che mira a impedire che i giochi acquistati diventino permanentemente ingiocabili quando gli editori chiudono i propri server. Tuttavia, una nuova proposta legislativa dell'UE potrebbe mettere a rischio questo obiettivo. Il 17 settembre 2026, la Commissione europea ha presentato ufficialmente l'EU KIDS Act. Il suo scopo è proteggere meglio i minori nell'utilizzo dei servizi digitali e comprende esplicitamente i giochi online, insieme ai social network, alle piattaforme video e ai chatbot basati sull'IA. Tra le altre cose, la proposta prevede misure di protezione più rigorose e procedure di verifica dell'età. La proposta deve ancora essere esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Ancor prima della presentazione ufficiale, una versione della proposta legislativa è stata diffusa. Stop Killing Games l'ha ora esaminata più da vicino e ha formulato una valutazione allarmante in un video di accompagnamento. Nel video, il relatore descrive il KIDS Act come la «più grande minaccia finora» all'obiettivo dichiarato di Stop Killing Games. L'EU KIDS Act stabilisce requisiti rigorosi per i servizi online. La principale fonte di preoccupazione è la definizione molto ampia di giochi online e gli obblighi che ne derivano.

Secondo l’interpretazione di Stop Killing Games, le regole potrebbero applicarsi non solo ai tradizionali titoli live service o multiplayer, ma anche ai giochi con singole funzionalità online, come classifiche, aggiornamenti scaricabili o server gestiti privatamente. Il video solleva persino il timore che praticamente qualsiasi gioco distribuito in formato digitale possa essere considerato un servizio online. Tuttavia, chi parla riconosce che la proposta non è formulata con chiarezza su questo punto.

Verifica dell’età per tutti i giochi online: la fine dei server privati?

Stop Killing Games è particolarmente critica nei confronti dei requisiti previsti per la verifica dell’età. Probabilmente non basterà più inserire la data di nascita. I fornitori potrebbero invece essere tenuti a utilizzare metodi più affidabili per verificare l’età prima di consentire agli utenti di accedere a determinate funzionalità online. Stop Killing Games teme quindi che ai giocatori possa essere richiesto di fornire informazioni personali e che ciò possa riguardare non solo grandi piattaforme come Steam, ma potenzialmente persino singoli giochi.

Le possibili conseguenze per i server privati potrebbero essere altrettanto drastiche. Se il gestore di un server di questo tipo venisse considerato legalmente un fornitore di un gioco online, dovrebbe anche rispettare i nuovi requisiti di protezione e verifica dell’età. Stop Killing Games ritiene che ciò sia in diretto contrasto con il proprio obiettivo: se un server ufficiale viene chiuso, i fan potrebbero tecnicamente mantenere in vita un vecchio gioco gestendo server propri, ma, secondo l’interpretazione dell’iniziativa, così facendo potrebbero esporsi a rischi legali. Nel video, chi parla cita Minecraft e Unreal Tournament come esempi.

Per gli sviluppatori converrebbe ancora offrire giochi online nell’UE?

Un altro problema potenzialmente rilevante è rappresentato dai possibili costi per gli sviluppatori. La verifica dell’età, le ulteriori misure di sicurezza e gli altri requisiti di conformità potrebbero comportare un notevole onere finanziario per gli studi più piccoli. Chi parla critica la proposta perché, a suo avviso, non prevede un’esenzione generale per i piccoli sviluppatori. Nel peggiore dei casi, gli studi potrebbero quindi decidere di non offrire affatto giochi online nell’UE.

Questa interpretazione, tuttavia, è tutt’altro che definitiva. Nel video si riconosce più volte che alcuni passaggi sono difficili da interpretare e che persino gli avvocati consultati in merito non erano d’accordo su tutti i punti. Le possibili conseguenze descritte qui non dovrebbero quindi essere considerate norme di legge già stabilite, bensì un avvertimento di Stop Killing Games sui possibili effetti della legislazione proposta.

Fonte/i

Unione europea

Fonte immagine: samsungmemory / Unsplash

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Marius Müller, 2026-10- 1 (Update: 2026-10- 1)