Milioni di persone nel Regno Unito potrebbero ricevere un risarcimento, poiché la causa legale relativa all’ Apple, del valore di 3 miliardi di sterline, procede verso il processo

Le azioni collettive intentate contro l’ Apple non sono certo una novità. Un esempio particolarmente noto è stato il «Batterygate», in cui l’ Apple ha ammesso di aver utilizzato segretamente aggiornamenti software per rallentare intenzionalmente gli iPhone di vecchia generazione (iPhone 6, 7 e SE). Apple ha sostenuto che si trattasse di una misura preventiva volta a gestire l’invecchiamento delle batterie e a evitare spegnimenti improvvisi dei dispositivi. Ciononostante, il colosso tecnologico ha accettato un accordo transattivo da 500 milioni di dollari negli Stati Uniti, grazie al quale gli utenti aventi diritto hanno ricevuto circa 25 dollari per dispositivo.
Ora la situazione si sta surriscaldando oltremanica, nel Regno Unito, per quanto riguarda l’ Apple, dove è appena stata autorizzata la discussione in tribunale di una causa collettiva del valore di 3 miliardi di sterline (circa 3,96 miliardi di dollari). L’associazione dei consumatori Which? accusa Apple di “intrappolare” gli utenti nel proprio servizio iCloud, rendendo al contempo difficile ricorrere a fornitori alternativi. I residenti nel Regno Unito che hanno utilizzato iCloud in qualsiasi momento tra l’8 novembre 2018 e l’8 giugno 2026 saranno automaticamente inclusi nella causa, a meno che non scelgano di rinunciarvi.
Which? stima che circa 40 milioni di clienti iCloud potrebbero ricevere circa 77 sterline (poco più di 100 dollari) ciascuno se la causa avesse esito positivo, sebbene l’importo esatto per persona dipenderebbe dalla durata di utilizzo del servizio a pagamento durante il periodo di riferimento. I potenziali ricorrenti non dovrebbero tuttavia nutrire speranze premature, poiché non si prevede che il caso venga discusso prima di ottobre 2028. Apple, dal canto suo, sostiene che le richieste del ricorrente siano «infondate», affermando inoltre che «nessun cliente è obbligato a utilizzarlo [iCloud] e che i clienti nel Regno Unito hanno a disposizione numerose alternative tra cui scegliere».
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