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I sensori Sony IMX500 e IMX501 puntano sull'intelligenza artificiale per la gestione delle informazioni

Con i nuovi sensori IMX500 e IMX501, Sony punta a poter catturare le immagini ed elaborarle senza ricorrere a componenti esterni a differenza dei sensori prodotti dalla concorrenza. Si tratta di una differenza di rilievo che attualmente non è destinata al settore consumer, ma che un domani potremmo anche ritrovare in dispositivi rivolti a tale segmento.
Luca Rocchi,

Per far svolgere questa funzione ai propri sensori, Sony ha riposizionato gli elementi all'interno dei propri sensori utilizzando una struttura a doppio strato. Il sensore di immagine viene posizionato nella parte superiore, mentre nella zona inferiore trova spazio la componentistica (ISP, DSP e memoria per l'AI). I due sensori condividono le medesime caratteristiche tecniche ma differiscono per la destinazione d'uso; all'interno troviamo pertanto un sensore di immagine da 1/2.3" con risoluzione effettiva di 12 Megapixel e capacità di registrare video in 4K a 60 fps. L'aspetto che rende unici queste due unità risiede nello strato inferiore che racchiude il processore per l'elaborazione dell'immagine, DSP e la memoria dedicata agli algoritmi di intelligenza artificiale.

L'unione di ISP (processore per l'elaborazione dell'immagine) e AI permette di catturare solo determinati dati del sensore di immagine. Ad esempio è possibile isolare un determinato soggetto all'interno del frame e trasferire l'informazione senza l'immagine intera. Si tratta di una destinazione d'uso facilmente ricreabile basti pensare a quello che accade negli aeroporti o nelle maggiori piazze d'Italia, dove viene richiesto un controllo a persona. I sensori possono inoltre inviare selettivamente solo l'immagine in bianco e nero con vantaggi in termini di consumo di dati oppure solo una determinata porzione della scena (es. il volto del soggetto). La presenza di un chip AI all'interno del sensore consente di ottenere uno scambio di informazioni più veloce, con una latenza ridotta e un riconoscimento dei soggetti quasi in tempo reale.

Si tratta di strumenti che trovano una sempre più ampia diffusione soprattutto nella situazione attuale, dove un sensore potrebbe rilevare la presenza di assembramenti o monitorare l'adozione della mascherina in determinati settori e luoghi. I primi prodotti dotati con questi sensori intelligenti verranno commercializzati il prossimo anno.

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Luca Rocchi, 2020-05-16 (Update: 2020-05-16)
Luca Rocchi
Luca Rocchi - News Editor
Cresciuto a pane e tecnologia, si avvicina fin da piccolo al mondo dei computer con un Toshiba T-1000 trovato in casa: da quel momento è amore vero per tutto ciò che contiene un microprocessore. Al termine del percorso di studio inizia la carriera da redattore per un editoriale online svizzero scrivendo articoli e recensioni riguardanti il settore dell'informatica. Successivamente inizia a lavorare per Notebookcheck dedicandosi alla creazione di contenuti. Le sue aree di interesse includono i componenti informatici, i sistemi smart, i notebook e la fotografia. Quando non è al lavoro su Notebookcheck probabilmente puoi trovarlo su qualche sentiero in montagna o a fotografare supercar.